La vastità della Russia è sconfortante

Napoleone, attirato dall’oro moscovita, impaziente di battersi e fedele alla sua strategia che consisteva nel cercare lo scontro, sarebbe rimasto intrappolato nei mille trabocchetti della steppa, nella spaventosa monotonia della foresta, sotto il nulla del cielo; bastava lasciarlo andare avanti. I russi si sarebbero ritirati evitando la battaglia e lasciando che l’esercito nemico si sfilacciasse in lunghi meandri di uomini e di animali tormentati dai parassiti, stremati dal caldo, esasperati dalla fuga di quel nemico che continuava a indietreggiare. Chiunque abbia marciato per qualche giorno nei boschi di quel paese conosce la disperazione e l’angoscia da cui si è assaliti al termine una giornata, quando ci si accorge che tutti gli sforzi per avvicinarsi all’orizzonte sono stati vani. La vastità della Russia è sconfortante.


Beresina. In sidecar con Napoleone | Sylvain Tesson (Sellerio, 2016)

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