Nuova musica (periferia della vita musicale europea)

Ieri sera ho aperto youtube per ascoltare musica classica mentre proseguivo la lettura di un libro. Un buon libro. Ho cercato Brahms, perché con lui riesco a concentrarmi mentre leggo (con lui e con i Boards of Canada). Scelgo Hungarian dances e una tisana alla liquirizia. Il libro scorre, le ungheresi finiscono e passa un nuovo video. Al momento, preso dalle vicende di un gruppo di persone del midwest statunitense, non mi accorgo che il tappeto sonoro è cambiato, poi però, distolgo gli occhi dalle pagine e resto ad ascoltare questa nuova musica.

È così che ho scoperto Edvard  Hagerup Grieg, compositore e pianista norvegese. È il più grande compositore del suo paese. Inizio una breve ricerca in rete e scopro che a quindici anni viene notato da Ole bull, violinista norvegese  tra i più famosi interpreti romantici insieme a Chopin e (al mio amato) Liszt, il quale, convince i genitori a far proseguire gli studi a Edvard, in quel di Lipsia. Qualche anno dopo sopravvive ad una grave malattia polmonare. Negli anni seguenti conosce vari compositori nordici e il 1869 è l’anno dell’incontro con Franz Liszt, in Italia, patrocinato dallo stato norvegese tramite una borsa di studio. Un altro anno fondamentale è il 1876 quando assiste alla prima assoluta della tetralogia di Richard Wagner (un altro mio amato).

Nel frattempo ascolto le sue opere, scoprendo che In the hall of the mountain king è sua.

Scopro inoltre che al culmine della sua carriera, sceglie finalmente la sua strada, il suo stile: la miniatura musicale, in tedesco, Lied, ovvero canzone, romanza. (Talvolta più Lieder sono uniti in cicli, ossia una serie di canzoni legate da un singolo tema narrativo). Un pianista pop. O così mi piace pensarlo. E ascoltarlo. Da ieri sera ho un nuovo amico.

Da wikipedia:

Grieg fu per altro consapevole di collocarsi alla periferia della vita musicale europea (ciò che dice della sua casa di Troldhaugen vale in realtà soprattutto per la sua musica) e realizzò i suoi lavori migliori tutte le volte che seppe accettare pienamente tale dimensione culturale. È il caso di molti Pezzi lirici per pianoforte, di alcuni numeri del Peer Gynt o della Holberg Suite, in stile antico, dove al sentimento di isolamento geografico subentra quello della distanza storica.

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