73.

Quanta crudeltà nel tuo silenzio

come un prato ricoperto di neve

tutto tace

un buco nero, un abisso

un allestimento siderale

distanza interstellare tra le mie tempie e i tuoi denti

tra le punte dei tuoi piedi graziosi e i miei occhi liquidi.

 

Ho gonfiato il cuore di canzoni cardiache

ignorando le possibili conseguenze di tale carico sciagurato

come una corsa senza freni in discesa.

Non mi pento

ma che lacerazione spietata.

 

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