Italica150 e il lago d’Iseo

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(Foto: lungolago di Sale Marasino, lago d’Iseo)

«Mia carissima moglie» scrisse Taumann dalle rive del lago d’Iseo «godo di ottima salute e così spero di te, ma purtroppo il mio animo è carico di preoccupazioni, simile al cielo di qui che abbonda di nubi fosche. Numerosi come siamo procediamo lenti, troppo lenti! Ieri abbiamo coperto in quattordici ore una tappa che un pugno d’uomini potrebbe ben ultimare in metà di quel lasso di tempo: dobbiamo fermarci ogni volta che un portatore scivola nel fango, un mercante ci approccia o un cavallo guasta un ferro. Così la sera arriviamo sempre tardi: gli accoliti sbadigliano durante la cena, e a molti di loro si chiudono gli occhi nel bel mezzo delle discussioni serali. Ci manca il tempo di riposare, e qui ci sono ancora strade larghe e battute bene. Mi domando come faremo laddove i sentieri consentono il passaggio di una sola persona alla volta».

(Gli psicoatleti, Enrico Brizzi. Dalai editore 2011)

 

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