«Momento Federer»

Questa mattina ho assistito a una cosa bellissima. Ho assistito a una cosa stupefacente. Questa mattina ho visto un momento Federer.

 

Quale miglior occasione per ricordare le parole di DFW a proposito di questo fuoriclasse?

Roger Federer gioca di potenza da fondo campo che è una meraviglia, da vero fuoriclasse. Ma non fa solo questo. Ci mette anche intelligenza, l’intuitività occulta, il senso del campo, la capacità di interpretare e manovrare gli avversari, di combinare effetto e velocità, di fuorviare e dissimulare, di usare il fiuto tattico, la visione periferica e la portata cinestetica anziché soltanto la velocità meccanica: tutto questo ha svelato i limiti e le possibilità, del tennis maschile com’è giocato adesso. Che può sembrare molto pretenzioso e garbato, come no, ma vi prego di capire che con questo signore non c’è niente di pretenzioso né astratto. E nemmeno di garbato. Nello stesso modo enfatico, empirico, dominante in cui Lendl impartiva la sua lezione, Roger Federer dimostra che la velocità e la potenza del gioco professionistico odierno sono semplicemente lo scheletro, non la carne. Ha, in senso figurato e letterale, ridato corpo al tennis maschile e per la prima volta da anni il futuro di questo sport è imprevedibile. Avreste dovuto vedere, sui campi esterni, quel variegato balletto che è stato il balletto juniores a Wimbledon quest’anno. Volée corte e mix di effetti, servizi rallentati e stratagemmi orditi tre tiri prima, il tutto accompagnato dai grugniti e dalle cannonate di prammatica. Se tra quegli juniores ci fosse un novello Federer non è dato sapere. Il genio non è riproducibile. L’ispirazione, però, è contagiosa, e multiforme, e anche soltanto vedere, da vicino, la potenza e l’aggressività rese vulnerabili dalla bellezza significa sentirsi ispirati e (in un modo fugace, mortale) riconciliati.

Federer è capace di vedere, o creare, spazi e angolazioni per piazzare i colpi vincenti che gli altri nemmeno si immaginano, e la prospettiva offerta dalla televisione è perfetta per rivedere questi «momenti Federer». Casomai in tv è più difficile accorgersi che quelle angolazioni e quei colpi vincenti in apparenza tanto spettacolari in realtà non piovono dal cielo: spesso vengono costruiti vari tiri prima, e dipendono tanto dal modo in cui Federer condiziona la posizione degli avversari quanto dalla velocità e dalla precisione del colpo di grazia. E capire come e perché Federer sia capace di spedire avversari di statura mondiale da una parte e dall’altra del campo richiede, di per sé, una comprensione tecnica del moderno gioco di potenza da fondocampo migliore di quella che la tv – anche in questo caso – sia in grado di fornire.

(David Foster Wallace, Federer come esperienza religiosa, Einaudi 2012, traduzione di Giovanna Granato)

(Federer as a religious experience, The New York Times magazine, 2006)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...