Burocraticamente, i Doors

Lui sentiva, burocraticamente, i Doors e tu ti commuovevi con Sergio Endrigo, lui fumava esotici sigarigli e tu sgranocchiavi la menta fredda, lui diceva e faceva le cose che dicevano e facevano tutti solo perché lo dicevano e facevano tutti e tu seriamente non capivi, non hai mai potuto capire come quel conformismo valesse a lui o a chiunque altro il premio supremo della amorosa beatitudo, era questo a piacermi, nel tuo dolore, la stupefazione assoluta, il sapere che una cosa è possibile o è stata possibile senza smettere di ritenerla impossibile, questo tremendo voler potere non credere, questa perpetua assenza di pace, l’incapacità di abituarsi al dolore facendolo rientrare nella natura o nella storia.

E il tuo dimon son io (Tu, sanguinosa infanzia), Michele Mari. Einaudi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...