La credibilità dell’attore

di La bocca insonne

(Sfidare il racconto dei potenti, Ken Loach – 2014 Lindau)

 

La credibilità è la nostra sola esigenza. Vogliamo che il film sia credibile. Per questo motivo, il casting è fondamentale. Cerco le persone alle quali gli spettatori sono disposti a credere. Ora, saranno meno inclini a chiedere a un attore famoso perché in lui vedranno prima la «celebrità» e solo dopo il personaggio. Quella delle audizioni è una tappa estenuante del processo di realizzazione di un film. In un primo momento lavoro assieme a kathleen Crawford, poi ci raggiungono Paul Laverty e Rebecca O’Brien per la scelta finale. In totale ci vogliono all’incirca tre mesi. Cerchiamo degli attori con qualche fragilità, aperti, disponibili e generosi. Stiamo attenti al loro accento e cerchiamo di capire a quale gruppo sociale appartengono. È molto difficile interpretare un personaggio che non è del vostro ceto, così com’è molto difficile imitare un accento regionale, perché non è soltanto questione di fonetica, ma anche di utilizzo del linguaggio, di attitudine e senso dell’umorismo. Se, per esempio, stiamo facendo un film sugli operai, il dialetto è essenziale. Bisogna trovare persone originarie del posto e appartenenti alla classe sociale giusta e questa ricerca richiede parecchio tempo. Quando pensiamo di aver trovato gli interpreti adatti proviamo delle scene che non stanno nel film ma che mettono in gioco le stesse emozioni. Alcune di queste persone le richiamiamo anche sette o otto volte. Ovviamente facciamo sempre in modo di poterle pagare. Non si possono pretendere tanti spostamenti senza un compenso. Bisogna stare attenti: gli interpreti sono talmente vulnerabili che è facile sfruttarli. Il nostro modo di cercare gli attori rispecchia il nostro modo di girare. Questa tappa è parte integrante della creazione del film perché permette agli attori di farsi un’idea del metodo di lavoro, così il primo giorno di riprese sanno già cosa li aspetta.