Bellezza «brutta», involontaria

Siegfried Kracauer, uno dei suoi tanti ammiratori, ha scritto in strade di Berlino e di altri luoghi: «davanti alla mia finestra la città si condensa in un’immagine meravigliosa quanto lo spettacolo della natura. È il paesaggio della Berlino senza artifizi. Ne esprime, involontariamente, le contraddizioni: la durezza, l’apertura mentale, lo spirito di coesistenza, lo splendore. Kracauer aveva ragione: Berlino è unica al mondo non per i suoi monumenti e le studiate architetture, ma per la bellezza «brutta», involontaria, dei vecchi Hinterhöfe color ocra, degli enormi casermoni di Moabit, delle Kneipen alla buona con il loro menù a base di zuppa di piselli, Bockwurst e birra, delle stravaganti ville ottocentesche di Zehlendorf o della fontanella di Friedrichshain con le sue rane e tartarughe scolpite. È una città disordinata, con un paesaggio urbano sempre mutevole, che dall’elegante Tiergarten passa all’anonimato desolata di Hellersdorf, dall’imponente Mitte all’antica cittadella di Spandau, una delle fortezze in stile rinascimentale meglio conservate d’Europa.

(Berlino, storia di una metropoli – Alexandra Richie)

Hinterhöfe = Cortili

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...