Cell – Stephen King

di La bocca insonne

Ho lasciato indietro alcuni libri di King (neanche tanti) periodo post-incidente e ogni tanto ne leggo uno, quanto meno per completare la sua bibliografia (la lettura de La torre nera è in corso, un pò a rilento in verità), ma mi rendo conto che qualcosa nel re del brivido è cambiato da quel 19 Giugno 1999 e probabilmente Cell è la massima espressione di una scrittura irriconoscibile, piatta e prevedibile (ho qualche dubbio anche sulla validità della traduzione). Di solito arrivo sempre alla fine di un libro, anche se non mi sta convincendo e a King lo devo per quel che ha significato per me in passato ma ho fatto molta fatica a restar concentrato su una storia stanca e già sentita ( la dedica dell’autore a Romero e Matheson è scontata) che si conclude con un finale aperto ma che credo non verrà mai chiuso (non avrebbe senso scrivere un seguito).

Probabilmente ci sarà una serie tv basata su questo romanzo. Considerando che il cinema (ancor meno la tv) raramente riesce a valorizzare opere letterarie, qui l’opera letteraria è già carente di suo, mi sale un brivido che non è, purtroppo, quello a cui mi ha (quasi) sempre abituato King.

In breve:

Un misterioso segnale elettronico, di origine sconosciuta, diramato attraverso i telefoni cellulari di tutto il mondo, penetra nella mente degli utenti con l’effetto di devastare, in un solo istante, l’intero raziocinio e di ridurre larga parte della popolazione della Terra in condizioni animalesche, vittima di istinti primordiali