s02e09 (il faut cultiver notre jardin) Seconda ed ultima parte

Questo episodio delle cronache sarà un pò diverso dal solito (e può darsi che anche i prossimi lo siano). Mi spiego: di solito accompagno la mia scrittura con citazioni, che mi hanno in qualche modo ispirato, o suggerisco canzoni da ascoltare come sottofondo. Insomma, elementi che accompagnano il testo ma che non ne fanno parte pienamente. Quindi, perché non scrivere un pezzo sonoro che sostituisca alcuni concetti normalmente espressi in parole e utilizzare citazioni che sono parte integrante della narrazione o ancora scatti fotografici e immagini video? Come ‘prima volta’ ho scelto di utilizzare una canzone e due citazioni ma in futuro proverò anche a utilizzare immagini. Quindi, per farla semplice, ora fate partire la traccia audio (che rappresenta lo scontro con i cani neri), ascoltatela fino in fondo e poi procedete con la lettura).

¹

Ho tentato invano una mediazione con quello che, tra il gruppo, mi sembrava il cane più ragionevole. Mi ha ignorato. Giustamente. L’avrei fatto anche io, temo. Lascio una scia di sangue nella neve vergine. Mi manca il fuoco. Mi manca un amico appena ritrovato. La saliva è solida, potrei scolpirla. La paura è la solita. Non so cosa darei per avere un pò di Rum, anche di quarta segata. Perfino un tantino evaporato, lo apprezzerei.

Sanguino, ma non ci credo. La pianura. Non l’ho mai vista come la vedo ora, pericolosa e bella.

“Anch’io sono stordito dal biancore,

anch’io stupisco di quest’aria nuova:

nella vecchia città palpita adesso

un che di fresco, come di boschivo.”²

Bruciano le ferite provocate dalle fauci delle bestiacce e questo è il momento in cui più mi manca il vecchio mondo, ciò che ho lasciato nella città, ciò da cui sono scappato. Buffo pensare che, tutto ciò che ritenni seccante, ora mi sarebbe d’aiuto, mi garantirebbe ossigeno nelle vene. Apnea. Ossigeno. Apnea. Ossigeno.

La stagione del silenzio manda i suoi primi messaggi e arriverà, arrogante e inevitabile.

“Nel freddo mattino il sole velato

sta come una colonna di fuoco nel fumo.

Anch’io, come su una brutta fotografia,

sono da lui del tutto indistinguibile.”³

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Note al testo:

¹ ‘Lo scontro’ – musica di Virago (Fabio Roversi)

² Tratto da ‘La prima neve’ di Boris Sluckij.

³ Boris Pasternak

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