Starálfur

(Mi capita, ogni tanto, di scrivere di getto sotto impulso della musica.Questa l’ho scritta ascoltando Starálfur dei Sigur Ros)

Si apre il cielo.Ma si apre davvero.E lo sento dai miei pensieri capaci.Come la strada che ho sotto i piedi.Che si muovono, nudi e leggeri.Come l’aria che forma piccoli riccioli di sabbia bianca.Le armi cadono per non rialzarsi più.Più o meno sono allegro e il cielo continua ad aprirsi.Così non l’abbiamo mai visto, sai?

Tracciamo figure nell’ossigeno del mondo che si coprono con i nostri fiati impalpabili e i sorrisi amari.Che non hanno limiti.Non abbiamo più limite e i nervi non servono più, che bello.Il nostro ballo nella sabbia è un’iniziazione alla vita sospesa e traboccante, che non ha impedimenti.Si apre il cielo.Ma si apre davvero.E la tua presa darebbe consapevolezza, al buio.In verticale, il cielo, così non l’abbiamo mai vissuto, sai?Compagnia degna.

Solo se giochiamo possiamo trovare il modo.Solo se giochiamo.

Fa.Ro.

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