Le mappe dei miei sogni ⎢ Reif Larsen

Avevo una certa aspettativa nei confronti di questo libro, aspettativa che solo in parte è stata soddisfatta. Le premesse erano molto buone, un ragazzino dodicenne, T.S. Spivet, con un incredibile talento per la cartografia che lo spinge a disegnare mappe di ogni tipo, dalla rappresentazione figurativa della danza ungherese n.10 di Brahms alla mappa della solitudine di Chicago, giusto per rendere l’idea:copertina

[Tutti i miei quaderni erano classificati secondo il colore.I quaderni blu, disposti sulla parete sud della mia camera da letto, erano riservati agli ‘schemi di gente che fa cose’, mentre i quaderni verdi, sulla parete est, contenevano mappe topografiche, geologiche e zoologiche, a differenza dei quaderni rossi, sulla parete ovest, che utilizzavo per abbozzare l’anatomia degli insetti nel caso mia madre, la dottoressa Clair Lineaker Spivet, richiedesse i miei servigi. – Pag.13]

Argomento affascinante che, a tratti, ha il sapore di un lirico e stravagante romanzo di formazione ben costruito per almeno tre quarti di romanzo, che racconta il suo viaggio clandestino e all’insaputa dei genitori(?)(è lui a ricevere la telefonata dallo Smithsonian e a spacciarsi per maggiorenne e cartografo di professione) attraverso gli Stati Uniti, da Ovest a Est, spostandosi su treni merci e disegnando mappe di piccoli e grandi misteri che la vita gli offre durante il viaggio, che è anche emotivo, per arrivare a Washington, all’istituto Smithsonian per ricevere il prestigioso premio Baird.Il libro è pieno di note utilizzate in modo inedito, che lo rendono unico e prezioso, anche se in alcune circostanze rischiano di distrarre troppo dalla lettura della storia.Il finale è forse la parte che zoppica di più, che perde quell’atmosfera particolare che ha accompagnato il lettore fino all’arrivo.Tuttavia, il colpo di scena finale mantiene discreto l’interesse e chiude bene il romanzo.Non so ancora dire se l’entusiasta giudizio di Stephen King in copertina è del tutto condivisibile, sicuramente è da leggere, per la storia e per il fascino di alcune mappe disegnate da T.S..

[Vedendo quegli occhi compresi d’un tratto come gli adulti possano covare rancore per lunghi periodi, a distanza di molto tempo dalla conclusione dei fatti, quando ormai i biglietti di scuse sono stati recapitati e tutti hanno voltato pagina.Gli adulti sono ricettacoli di vecchie emozioni inutili. – Pag.301,302].

 

Il sito del libro


Fa.Ro.

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