Cronache Anviliane (210) #03

Vorrei sdraiarmi di schiena su un politico. Uno qualsiasi e fargli subire le mie convulsioni, i miei spaventi creati dalle sue scorrettezze, i miei vomiti tutti, sui suoi tappeti e poi volare via più leggero. Trovo interessante imbrattare tappeti. Ho bisogno di tchaikowsky per annullare le vibrazioni negative e per colorare il panorama. Mosche, zanzare e tafani, che compagnia. Musica dance e chitarre elettriche distorte. Ci faccio star tutto, io, senza problemi.

Amo correre ma non ho il fiato utile, normalmente. Provo a nascondermi in un bicchier d’acqua mezzo pieno, scivolo sul vetro, una costruzione artistica.

Ho dato una festa. Che festa!Una sbronza smisurata, adulti e non. Ho invitato tutte le persone che ho conosciuto nella mia vita. La memoria non mi ha tradito. Persino amici conosciuti in colonia al mare, compagni di squadra, amici di passaggio, sconosciuti, traditori. L’ho organizzata come se avessi da affrontare un viaggio intorno al pianeta che mi terrà lontano per parecchi decenni. Anche se non esiste nessun viaggio. Che io sappia.

Continuerò a svolazzare qui intorno, a lanciarmi dalle auto in corsa e via discorrendo. Berrò molto, leggerò molto e dormirò poco. Un’abitudine che non scompare tra la nebbia.

Il corpo ha un difetto molesto. Prova dolore. Per non parlare delle trappole che tende. Inevitabile.

Fa.Ro.

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