Correre

Buona lettura.

Correvano in mezzo alla strada come tori di Pamplona, schivando le auto parcheggiate.Nel petto avevano tamburi aborigeni che battevano a fondo.Davanti a Tommy c’era il cintura,  andava come un treno.Girato l’angolo della via, il cintura scivolò su una pozzanghera e volò in terra sul fianco in derapata rovinando contro il marciapiede.Tommy prese bene la curva e vide la scena ma filava talmente veloce che riuscì a rallentare solo dopo una ventina di metri.«’Porcamerda’!»

Orlando era sparito tra le colonne del portico a sinistra della via.Tommy artefice di quel che stava accadendo, sentì il corpo posarsi pian piano sulle ginocchia legnose.Accoppato.Ansimando appoggiò la mano destra alla colonna che aveva di fianco, si girò e vide il cintura ancora steso che strillava come un maiale allo squoio.«Perché ho rilanciato indietro verso i celerini il lacrimogeno? Più che altro,perché cazzo mi trovo qui?» Li aveva convinti a partecipare alla manifestazione, rompendo loro l’anima fino allo spasimo.Respirava a fatica e in gola aveva un groppo duro come una palla da biliardo.Non si poteva andare al mare, a ubriacarsi, a cazzeggiare in qualsiasi posto, ma lontano da lì? Si girò verso Orlando senza riuscire a incrociare il suo sguardo.Fu in quel momento che dall’angolo della via i poliziotti schizzarono fuori guardandosi intorno famelici.Dapprima, nonostante fosse lì, a pochi metri da loro, non videro il cintura, ma avvistata la preda scattarono da fermi e gli si avventarono sopra.

«‘NON C’ENTRO NIENTE… …CAZZOOO…NOOO’‘BASTA.’» Ululava  sotto i colpi.Quella è gente che fa una gran scorta di rabbia, immagazzina e appena si presenta l’occasione vomita fuori tutto.Tommy rivide Orlando guardandosi indietro, qualche colonna più in là, senza poter censurare  gli strilli poco lontani.Scorse l’occhio di Orlando, che sbucava dalla colonna.In quella piccola bilia nera, tremante e bagnata vide il terrore.Cosa cazzo stava succedendo? Sparire.sparire e ancora sparire. «‘LA’.ALTRI DUE FINOCCHI!LA’ DIETRO LE COLONNE!» Gridò un poliziotto.Beccati in pieno.

Orlando scattò nella direzione opposta dei poliziotti senza nemmeno voltarsi per assicurarsi che nessuno avesse posato il proprio mirino laser sulle sue scapole o tra la nuca e il cervelletto.I poliziotti restarono immobili aspettando che Tommy  desse loro un buon motivo per sbranarlo vivo.Tommy ripensò alla giornata che avrebbe voluto passare con gli amici.Uno era schizzato via come una freccia e l’altro era in terra, steso, trattato come un parassita che non merita di respirare sul pianeta.Solo frammenti confusi di pensiero.Sudore, tempie che implodono, mutande pronte ad accogliere una buona quantità di merda e caviglie sempre più di gesso.Uno, due, tre.In apnea,cominciò a correre lungo il portico, poi fuori in strada pensando al cintura catturato e impacchettato e a quel che sua madre avrebbe detto di fronte a ciò che le avrebbe raccontato.Col cazzo che gliel’avrebbe raccontato.Si, le avrebbe spiegato tutto.

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