House of the holy

La copertina dell’album è considerata tra le più belle della storia del rock (è arrivata al 50° posto nella classifica delle 100 migliori cover di sempre della rivista Rolling Stone), ed è ispirata al romanzo Le guide del tramonto (Childhood’s End, 1952) di Arthur C. Clarke. Fu scelto lo studio Hipgnosis (celebre per le copertine dei Pink Floyd realizzate daStorm Thorgerson). Il grafico Aubrey Powell mise insieme un fotomontaggio surreale immortalando su pellicola due bambini tra le pietre del Giant’s Causeway in Irlanda. Poi passò il tutto all’aerografo, moltiplicando il numero dei soggetti sulla copertina: 6 sul recto, 5 sul verso.

Il titolo dell’album si riferisce ai locali in cui il gruppo si esibiva. L’album è una raccolta eterogenea di pezzi in diversi stili, e, come già detto, ha un carattere molto solare. Vi compaiono brani rock che sperimentano soluzioni innovative (The Song Remains the SameOver the Hills and Far Away) e altri più “di maniera” (The Ocean, il cui titolo si riferisce all’ “oceano” di fan che seguiva il gruppo durante i tour), brani d’atmosfera in cui le tastiere svolgono un ruolo determinante (la triste Rain Song e la “ballata fantasy” diNo Quarter) e che avvicinano il gruppo al rock progressivo (ben lontane dunque dal rock blues alla Willie Dixon degli esordi). The crunge è un autoironico funk alla James BrownD’yer maker (titolo che non è altro che una distorsione cockney della parola Jamaica) mostra sonorità reggae, e non manca un “divertissement” popDancing days.

(Wikipedia)

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