GAMMA

Calcolatori elettronici, trapianti di cervello, macchine per leggere i pensieri e trasformarli in immagini, istruttori elettronici. Un nuovo film di fantascienza? tutt’altro. E’ uno sceneggiato Rai a puntate andato in onda per la prima volta dal 21 Ottobre al 11 Novembre del 1975. Una sceneggiatura ‘bizzarra’ tanto che mi riesce difficile credere che a quel tempo la Rai potesse trasmettere un prodotto del genere, eppure lo ha fatto e casualmente ne sono venuto a conoscenza. Casualità che mi ha spinto a cercare tutto ciò che la televisione di stato a mandato in onda a quei tempi trovando molto materiale altrettanto interessante e all”avanguardia’ se cosi si può dire.

Qui i particolari dello sceneggiato:


Il formato originario è quello della miniserie televisiva composta da 4 puntate, dalla durata di 60 minuti ciascuna. La fiction venne trasmessa in prima visione dalla RAI nel 1975[1]. La regia è di Salvatore Nocita. L’autore del soggetto è il professorFabrizio Trecca.

Ambientato in Francia in un futuro non specificato, lo sceneggiato racconta di un trapianto di cervello su un giovane pilota automobilistico infortunato e delle implicazioni cui porterebbe tale possibilità. Nonostante l’epoca di realizzazione e l’improbabilità del soggetto, l’opera conserva tuttora una validità per la bravura del cast e per la suspense tipica del giallo, al quale la fantascienza cede il passo. Vi è infatti una serie omicidi i cui colpevoli (o la loro responsabilità) rimangono incerti sino all’epilogo.

Per la struggente colonna sonora, composta dal maestro Enrico Simonetti, non sarebbe ingiusto sostenere che lo sceneggiato sia la “colonna visiva” di questo brano.

Sobrio negli effetti scenici e nelle trovate fantascientifiche, mostra un mondo futuribile non molto diverso da quello dell’epoca della produzione se non per la locazione avveniristica (scorci di un quartiere residenziale torinese ed di uno parigino) ed alcune novità tecnologiche puramente marginali, come un videotelefono provvisto di disco combinatore, icomputer con schede perforate e le stampanti ad aghi, le auto Citroen dalla linea comunque avveniristica. Probabilmente non era previsto uno sviluppo digitale delle fotocamere che continuano l’uso del supporto su pellicola. Sorprendente, anche per i tempi in cui questo articolo viene redatto, la possibilità di visualizzare i pensieri mediante cui la polizia riesce ad individuare l’autore di uno dei delitti.

La pena capitale è fondamentale per la trama e da qui l’ambientazione francese, sebbene l’ultima esecuzione avverrà due anni più tardi per essere poi totalmente abolita nel 1981. La ghigliottina, pur se rimodernata, mantiene la struttura tipica. È provvista di un inquietante automatismo a tempo ed è situata in una camera più ospedaliera che per esecuzioni. Viene mantenuta la tradizione dell’ultima sigaretta ma il condannato viene posto con il volto rivolto verso la mannaia anziché verso il basso secondo tradizione. Viene inoltre iniettato un siero per inibire le volontà.

L’elemento saliente dell’opera è il dibattito sul progresso raggiunto dalla medicina, che interviene radicalmente su un essere umano, e il pericolo della diffusione di droghe sempre più subdole, qui sotto forma di una comune sigaretta, il cui fruitore diviene dipendente sia dello stupefacente che dello spacciatore (i media tendevano allora ad eleggere la cosiddetta sigaretta drogata come unico mezzo di assunzione, celando una più brutale siringa).

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