Jamie Lidell – Compass – 2010 (warp records)

Jamie Lidell, che fenomeno: dai tecnicismi elettronici dei SuperCollider (con C. Vogel) al funk/soul in purezza dell’album Jim, senza passare dal via. Nell’oceano musicale che divide quelle due sponde apparentemente tanto lontane, è lì che vive Jamie. Un oceano aperto, divertente e, soprattutto, in continua espansione. Compass è il lavoro che più rispecchia talento e conoscenza musicale. Un gioco di specchi a volte impressionante che porta a chiederti quale sarà la nuova sponda dove attraccare. Non è un album che arriva subito: la linea che unisce i brani è tutt’altro che sottile e monocromatica, gli esperimenti sonori sono tanti e per apprezzarli tutti ci vuole tempo. Si comincia con Completely Exposed, un R’n’B che ha le stesse caratteristiche di un frutto in frigo da un mese: tonico e deteriorato. E’ il beat-box-man-Lidell a dare l’incedere, e un basso andato a male a sparare il groove. Cos’è Prince? D’Angelo? Marvin Gaye in acido? Non lo so, andiamo avanti. Your Sweet Boom fa sentire che la sala di registrazione è quella di Beck (non dico altro) mentre She Needs Me porta tutti a fare un giro nel soul di Philadelphia, con Teddy Pendergrass come cicerone. Un impressione: o Lidell ha ascoltato parecchi dischi dei Parliament ultimamente oppure è Bootsie Collins che segretamente suona il basso. Una delle 2 opzioni. You Are Waking fa esattamente quello che dice: una batteria sincopata desta come una sveglia alle 5 di mattina, un piano sghembo e una chitarra presa dal bidone dell’immondizia fanno il resto: è ora di muoversi, non c’è tempo per pensare. Ecco allora il nocciolo della questione, la title-track Compass, un brano di una bellezza maestosa, un viaggio acustico/percussivo fra una straordinaria serie di armonie non solo vocali. Un gioiello che fa pensare a quanto abbia da regalare il talento di questo artista. Lidell migliora col passare del tempo e comincia ad emanare una certa imponenza. Non per niente l’album, all’ombra di un grammofono anni ’30, termina con You See My Light. La vediamo eccome la tua luce, Jamie.

(grazie a Frequenze indipendenti)

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