A proposito dei Beatles

Fondamentale fu  l’apporto nel campo delle innovazioni tecnologiche, che essi utilizzarono ed esplorarono con curiosità, per la registrazione e la manipolazione del suono, nonché la cura nell’ottenerne la migliore qualità. Durante gli anni trascorsi dal gruppo negli studi di Abbey Road, proprio per rendere possibili le loro idee musicali, furono elaborate soluzioni sonore, apparecchiature e tecniche ancora in uso dopo decenni, nonostante il progresso abbia nel frattempo portato, dai preistorici registratori a nastro a quattro piste, dai semplici oscillatori audio e dai microfoni Neumann a valvole, all’uso dei computer e delle tecnologie digitali.

A parere di molti critici la qualità del suono registrato nelle tracce di Sgt. Pepper non ha nulla da invidiare alle registrazioni che si ottengono attualmente grazie ai supporti digitali, una qualità apprezzabile sia con il semplice ascolto sia con una analisi spettrale della dinamica sonora.

Fondamentale per il sound psichedelico di alcuni brani dei Fab Four (Tomorrow Never Knows, Lucy in the Sky with Diamonds, Strawberry Fields Forever, ecc.) era il contributo di Paul McCartney, che riusciva a creare suoni mai incisi prima, grazie ai “tape-loops”. Durante i periodi in cui il gruppo si ritrovava in studio di registrazione, McCartney trascorreva parte del suo tempo libero a incidere con un semplice riproduttore suoni naturali, percorrendo sentieri di boschi, strade trafficate di città, luoghi pubblici. Il tutto, trasportato su nastro, sarebbe poi stato esaminato scrupolosamente al fine di comporre, come in una sorta di collage, suoni inediti.

Vi era, quindi, un meticoloso e interessante lavoro che consisteva nell’ascoltare migliaia di frammenti di nastro che venivano poi scelti, uniti e mixati. Validi esempi sono le sonorità diffuse da brani come Tomorrow Never Knows, Yellow Submarine e dagli album a partire da Sgt. Pepper’s. Esistono su quest’ultimo suoni che le sofisticate tecnologie odierne non sono ancora riuscite a riprodurre. I Beatles possono essere definiti i “traghettatori” della musica leggera, avendo condotto per mano sia il pubblico sia il carrozzone musicale nel passaggio dal Rock and Roll al Rock moderno. Inoltre sono riusciti, nel modo migliore in assoluto, a coniugare un prodotto commerciale, fruito da una ampia massa di consumatori e perciò tendenzialmente di facile ascolto, con alcune opere sorprendentemente complicate dall’anelito di innovazione e di ricerca esplorativa che li sospingeva. Nessun altro artista fino ad oggi è mai riuscito a rendere la musica sperimentale ed innovatrice fruibile ad un pubblico così enorme come fecero i baronetti di Liverpool.


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